Michel Serres e Francesco d’Assisi: un accostamento temerario? Una forzatura? Una reductio impossibile e fuori luogo? Due personaggi lontani nel tempo e nello spirito?
Lontani nel tempo ma per nulla distanti nello “spirito”. Natura e corpo: due entità che per molti versi incarnano quanto è maggiormente mutato nel cammino culturale della civiltà occidentale. Entrambe hanno al centro, d’altra parte, la grande parabola dell’autointerpretazione che l’uomo occidentale è venuto formulando nei secoli, non senza riduzionismi e sviste antropologiche.
Gli effetti di questi riduzionismi e sviste ci sono ben presenti proprio oggi. Effetti concreti e innestati nella “vita quotidiana”.
Michel Serres e Francesco d’Assisi non è affatto una forzatura: entrambi incarnano due personalità “irregolari”, due “vocazioni” che debordano dagli schemi ordinari: entrambi cercatori fino all’ultimo.
Per Serres si è trattato continuamente di debordare dagli schemi della filosofia dominante (e non solo di quella francese): posare lo sguardo e scovare ciò che la filosofia dominante per eccesso di sicurezza non vede e non scopre.
E per Francesco scavalcare gli schemi della sequela cristiana per reinventare una forma di vita “alter Christus”.
Corpo e natura risaltano come lo spazio in cui entrambi hanno aperto schemi e prospettive di significato che, tenuto conto delle rispettive misure, sono e possono diventare, proprio in questa nostra congiuntura, un cantiere di lavoro riflessivo e pedagogico.
Tra gli altri aspetti, qui bene ordinati da Esther Vanuzzo, Michel Serres si stacca nettamente da una certa vulgata, per altro ancora difficile da smantellare, che continua a presentare un Francesco inchiodato a una visione negativa del corpo (“frate asino”), mentre il santo d’Assisi, coerentemente con il Cantico, iscrive il corpo all’interno di una “teologia della gioia e della gloria” (cfr. G. Pozzi), in cui tutto – e quindi anche il corpo – è figura dell’amore creatore di Dio. Francesco si rivolge all’uomo e gli dice come il Creatore ha agito: «… creando e formando il tuo corpo a immagine del suo amato Figlio, e il tuo spirito a sua somiglianza», in un contesto in cui la teologia cristiana continuava ad affermare che Dio ha creato l’anima e non il corpo!


