In questo libro fotografico sono raccolte, sotto forma di brevi saggi, fotografie realizzate all’interno del territorio dei Colli Euganei nel periodo compreso tra il 2015 e il 2020.
Nella prima parte si sono indagati luoghi caratterizzati da architetture di grande qualità pensate e progettate per fondersi in una precisa idea di paesaggio che oramai sopravvive solo in parte e quasi mai integralmente.
Nella seconda, oggetto dell’attenzione è invece un paesaggio meno aulico, un paesaggio comune che si fa ogni giorno attraverso le innumerevoli piccole modifiche proprie di un ambiente antropizzato.
Questo, non meno interessante del primo, può apparire più disordinato, composito, spesso contraddittorio.
In realtà la sua eterogeneità in permanente divenire rappresenta la sua grande forza e bellezza.
Realizzare fotografie, qualunque sia la realtà da affrontare, significa avere a che fare anche con spazio e tempo.
L’atto del fotografare spazialmente fraziona, preleva, isola, taglia una porzione di superficie.
Temporalmente arresta, fissa, immobilizza, interrompe la durata impadronendosi di un solo istante.
A differenza del pittore, che nel tempo lungo, dal centro della tela procede aggiungendo pennellata a pennellata per compiere la sua opera, a volte anche apportando correzioni, il fotografo partendo invece dal perimetro, riquadra, separa, individua, ordina il suo lavoro nel tempo breve.
Dopo lo scatto nessun intervento o modifica è più possibile sull’immagine nel suo farsi.

