Germano Bertin

Germano Bertin

giornalista, formatore, editore

«… amo la profondità delle terre alte e la voce delle acque grandi. Lo sguardo è il mio canale preferenziale di comunicazione: mi piace ascoltare e scrivere parole scelte …»

Sono giornalista dal 1998. 

Oggi sono Founder e CEO di Ethosjob – human caring (2021), agenzia che pubblica libri trasformandoli in percorsi ed eventi di formazione e progetta e realizza attività di formazione che trasforma in libri.

Formazione e informazione, declinate intorno al tema dell’etica, sono il binomio che sintetizza pienamente il mio sentire e il mio agire professionale e, soprattutto, il mio essere nella vita.

Come giornalista libero professionista ho avuto il privilegio di collaborare, ad oggi, con diverse testate giornalistiche. In particolare ho contribuito a far nascere (1999) la rivista scientifica “Etica per le professioni. Questioni di etica applicata” diventandone caporedattore (1999-2020). Per diversi anni (2013-2017) ho curato per il quotidiano “La Gazzetta dello Sport” la rubrica mensile “L’angolo dell’etica nello sport”. Ho scritto per i periodici “Il Messaggero di Sant’Antonio” (1998-2002), “Il Santo dei miracoli” (1993-2022) e occasionalmente per “La Difesa del popolo” e altre riviste ancora.

Tra i progetti che maggiormente mi hanno avvinto evidenzio il progetto “etica nello sport” che a margine di un progetto europeo sul tema (2004) mi ha portato a far decollare dapprima corsi di formazione di “etica e sport” per insegnanti e operatori sportivi fino a ideare, strutturare e dirigere un progetto di “certificazione etica nello sport” che portato alla definizione di una specifica norma (ESI 101:2010) e successivamente alla costituzione dell’Istituto di certificazione etica nello sport- ESICERT (2009-2023).

Collaboro, dal 2002, con il Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto nel ruolo di Difensore del Vincolo.

Mi occupo di formazione “etica per le professioni” sin dal 2003. 

I filoni dominanti della mia ricerca e progettazione formativa si concentrano sui temi “etica e professioni, “etica nello sport”, “ethos e lavoro”.

Per me la formazione è un mantenere viva la curiosità e la volontà di conoscere, apprendere, migliorarsi. La formazione, dunque, è un accendere fuochi, aprire orizzonti, offrire chiavi di lettura. Perciò è e deve essere sempre frutto di una azione di squadra, che si muove sulla scia di consapevolezza del noto saggio africano: «per far nascere un bimbo ci vogliono una donna e un uomo: per falo crescere ci vuole un popolo». Non si può limitare a offrire competenze tecniche, se non sono sostanziate da competenze di umanità ed etiche.

Il formatore, dunque, è un apprendista del saper essere sé, che, instancabile, si fa autore di sé.

Chi scrive, in primis il giornalista, è colui che ha appreso l’alfabeto del silenzio e sa raccogliere parole scelte che restano nel tempo. Sa scrivere, chi sa ascoltare. Sa ascoltare, chi sa guardare. Sa guardare, chi sa cercare. Sa cercare, chi sa indagare il racconto della vita, fatta semplicemente di volti e storie prime, che intreccia sempre esistenze significative, significanti, ovvero, parlanti.

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