I colori non hanno confini. Hanno le impronte delle mani dei più piccoli. Si appoggiano su fogli bianchi e lasciano segni che diventano racconti che, mentre fanno sognare, disegnano la realtà. Gli occhi del Principe protagonista di queste pagine di Daniel Zagni, ci fanno vedere oltre il visibile: ci prendono per mano fino ai confini del mondo, lì dove ciascuno sta bene e vorrebbe trovare tutte le persone alle quali vuol bene. L’acqua, quella che potrebbe far guarire la Principessa, non è nascosta, non è impossibile da trovare: e i più piccoli lo sanno, perché loro, non hanno paura di chiedere ciò che li fa star bene, di fare una carezza, di chiedere uno sguardo con gli occhi blu, di dipingere a colori non solo la loro stanza, ma anche i loro passi nella vita.
«Il racconto, delicato e poetico di Daniel – scrive Paola Prandi, Presidente dell’Associazione Zagni, esperienza nata per dare continuità e sviluppo all’intuizione di Daniel di avvicinare i ragazzi al mondo della recitazione e dell’arte -, ci ha portato in mondi fantastici, ci ha fatto sognare, soffrire, gioire e ci ha lasciato due importanti messaggi: ci ha insegnato che “il cuore è il primo confine che ci separa e ci lega al mondo circostante” e che “siamo noi che decidiamo i confini”. Ci ha detto anche che la conclusione felice di una vicenda è un nuovo inizio di vita, di storia, di affetti, di ricerca di esperienze e di relazioni».
I racconti di Daniel restano, perché raccontano pezzi di vita che ognuno di noi conosce già e ricordano che sogno e realtà coincidono quando non mettiamo confini dentro di noi e intorno a noi.
«Daniel – sottolinea Paola Prandi – abitava i mondi che costruiva con la fantasia, ma il suo cuore non perdeva mai di vista la realtà, gli altri e la necessità di legami, di percorsi condivisi. Il suo cuore e il suo desiderio di bellezza non avevano confini. Così, oggi, anche noi possiamo tenere tra le mani questi suoi racconti che, come lui amava dire, ci parlano di una storia “ininfinita”».
Grazie Daniel per aver custodito colori e parole che oggi tornano a vivere nel blu di tanti occhi: i nostri.
Germano Bertin, CEO Ethosjob Edizioni

