VIAGGIO con il DIAVOLO. Divertimento a tre in Sol Maggiore
“Viaggio con il diavolo”, «storia da me inventata – scrive lo stesso Giancarlo Ghiddon Zagni, nell’affidare il romanzo al lettore – in base a fatti reali certamente avvenuti, raccontati da personaggi in ambienti plausibili e in situazioni veritiere tra persone allora viventi […] fatti […] che la mia ideale interpretazione ha trasformato in descrizioni ed espressioni verbali».
Questo scritto ci racconta il lato intellettuale di Mozart, spiega Luigi Pizzamiglio, nell’Introduzione, «e lo fa associando la sua storia a quella di Lorenzo Da Ponte e alla loro collaborazione nella scrittura di tre opere teatrali (“Le nozze di Figaro”, “Così fan tutte” e “Don Giovanni”). Zagni racconta le vessazioni e le vere e proprie violenze subite, per motivi diversi, da entrambi i personaggi nel corso della loro vita». In questo romanzo, sottolinea Daniele Goretti nella Postfazione, Zagni «vuole mostrarci un altro Amadeus, attraverso diversi momenti o stagioni precise della sua quotidianità […] ma soprattutto attraverso il rapporto del compositore con la moglie Costanza, vera figura centrale su cui ruota intorno tutta la sua vita. I luoghi, i personaggi, i fatti storici realmente avvenuti fanno da sfondo ad una storia inventata dall’autore […] comprendendone l’indole e provando a intuirne le parole e i pensieri. Ciò che ne scaturisce è un romanzo che “entra” nell’intimità di Amadeus, un’intimità che si sviluppa parallela alla storia che lo ha reso uno dei più famosi compositori del mondo».
«Scorrono – considera Germano Bertin nella Prefazione – come fogli sospinti da un vento sottile, talora impetuoso, persino impietoso, i giorni di Amadeus raccontati in queste pagine, coinvolgenti e dense. Dentro, permane il vivere, il sentire, l’essere di un uomo, genio, fragile e potente, misterioso e suadente, impenetrabile e riconoscibile, potente e libero: vero. Tracce, indelebili, indimenticabili, identificabili, che parlano […] dove ciascuno, ancora oggi, ritrova frammenti di sé […] lasciando, alla fine, dopo ogni ascolto, il riconoscimento dello spartito “umano” che ciascuno è e si porta dentro […] divertimento, dunque, a tre, in Sol Maggiore […] fino al Requiem, atto ultimo, che si fa atto primo, inno alla vita. Musica. Che resta»
Autore
Giancarlo Ghiddon Zagni
Nato a Bologna il 4 novembre 1926 come assistente regista teatrale esordisce felicemente nel 1949 alla Soffitta di Bologna, quindi è assistente di Luchino Visconti in numerose opere teatrali (da Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, La locandiera di Carlo Goldoni, Tre sorelle di Anton Checov, Medea di Euripide, Il Seduttore di Fabbri). Sempre con Visconti, passa al cinema come assistente alla regia per il film “Senso”. (1954), dove conosce Alida Valli, di cui sarà compagno di vita e di lavoro per oltre dodici anni; successivamente, sposerà l’attrice israeliana Daliah (Dalia) Lahav.
Interrotta la collaborazione con il maestro Visconti, nel 1955 fa il suo primo viaggio in America, dove frequenta l’Actor’s Studio di New York, ammesso da Lee Strasberg. Poi in Messico, per alcune regie teatrali, diventando anche fondatore e docente della Facoltà di Cinema all’Università Nazionale Autonoma di Mexico.
Nel 1956 fa debuttare Alida Valli in teatro con Tino Buazzelli e Raul Grassilli in “Rosmersholm “di Ibsen, “Gli innocenti” di W.Archibald da Henry James, “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello. Nel 1961 ritorna in Italia, adatta l’omonimo romanzo di Elio Bartolini per dirigere il film “La bellezza di Ippolita” con Gina Lollobrigida ed Enrico Maria Salerno, film che rappresenta l’Italia al Festival di Berlino. Nel 1966 vince la targa ‘Leone di San Marco’ alla Mostra del cinema di Venezia con il film “Testadirapa” con Folco Lulli e Gigliola Cinquetti.
Dopo il suo ritiro dalla regia cinematografica, ma non dal cinema. Zagni inizia una nuova carriera come produttore e distributore lui stesso, come dirigente dell’Italnoleggio, dedicandosi anche a spettacoli teatrali in piazza e con associazioni come l’Unicef, per la quale nel 1980 organizza e produce “Ten to Survive”, un film tv a disegni animati sulla carta dei diritti del minore.
Gli ultimi 15 anni della sua vita li ha dedicati alla scrittura, al teatro di piazza e alla direzione di un laboratorio di comunicazione con il linguaggio teatrale all’interno del Liceo Scientifico “G. Peano” di Monterotondo (Roma).
Dettagli
Pagine 306
Anno edizione 2025
ISBN ed. cart. 979-12-80881-42-7 | € 23,00
ISBN ed. epub 979-12-80881-43-4 | € 10,00
Introduzione di Luigi Pizzamiglio, professore emerito Neuropsicologia, Roma
Prefazione di Germano Bertin, giornalista, Ethosjob – human caring
Postfazione di Daniele Goretti, pubblicista, esperto di cinema