OLTRE il GIARDINO. Racconti e appunti di cura
In questo piccolo volume sono riportate alcune storie tra quelle che ciascuno potrebbe narrare. Si tratta di cronache, seppur traslate in un tempo o in un luogo di fantasia, nelle quali ciascuno può rintracciare suggestioni, parole, silenzi che attraversano una parte della propria esperienza o dei racconti che ci sono stati fatti.
L’Autore cerca di comprendere meglio la malattia grave e di accompagnare, accrescendo consapevolezza, il malato inguaribile, fino alla fine della sua vita.
La sua speranza è che queste pagine permettano anche di tornare su storie personali, per rileggerle, con più serenità e distacco, per contribuire a superare eventuali sensi di colpa e per non restare paralizzati dalla sofferenza della perdita.
E chi è incalzato nelle professioni di cura oggi, scrive il prof. Lorenzo Biagi nella Prefazione al libro, sa bene che i tempi, i ritmi, le emergenze, le incombenze sistemiche, le pretese un po’ di tutti i soggetti coinvolti, non permettono facilmente di imparare dalle storie dei malati. In questi racconti si nasconde un tesoro di indicazioni, di inquietudini, di dilemmi, di controversie, talvolta anche di contraddizioni dalle quali appare molto difficile chiamarsi fuori.
In ogni racconto – prosegue Biagi – Bonetti lascia trasparire con grande pudore e discrezione le grandi questioni del senso del vivere, del morire, della malattia, del dolore, della sofferenza, della differenza tra curare e guarire, della professione medica, della relazione parentale e della relazione tout court, del non capacitarsi di quello che inizia a consumarti e perciò a metterti di fronte a passaggi rispetto ai quali, per quanto si pensi, gli esseri umani non sono mai davvero preparati.
Nella seconda parte, l’Autore si chiede: «in che modo si prendono decisioni? Quale peso hanno nella vita di chi le propone e di chi le riceve? Come rispettare il pensiero e i desideri del malato? E, soprattutto, quali esiti sono attesi? In definitiva, come prendere una buona decisione?».
L’arte di curare si esercita sempre attraverso una relazione che mette al centro il diritto del malato di conoscere la verità sulla propria storia e di ricevere trattamenti adeguati. Nell’esperienza tra operatori sanitari e paziente si crea una relazione-comunicazione che vede tutti coinvolti attorno al malato e alla sua dignità.
Alla fine, tra queste pagine, il lettore potrà trovare quella parola e quei gesti di accompagnamento che tutti spereremmo ci venissero incontro quando ci si troverà a lotterà per la vita fino alla morte.
«Prendersi cura è possibile per tutti, secondo capacità ed esperienza proprie di ciascuno – conclude l’Autore – e riguarda ogni ambito di vita, non solo quello della malattia, nella quale si esprime in maniera più intensa e diretta. La cura degli uomini è il nostro compito e il nostro destino».


