TOCO il racconto. L’arte dell’alta idratazione prende forma
Sfogliando le pagine della propria vita, capita, talora, scrive Luca Boron, «di comprendere come i giorni nascondano e svelino allo stesso tempo un filo rosso che li tiene insieme. Il mio è stato ed è “Toco”: lui, in queste pagine, è il vero protagonista». È lui, Toco, che racconta.
Questo suo racconto aiuta a capire meglio come dietro a ogni piega della vita è racchiuso un senso, talora silenzioso, ma sempre intenso, che si materializza e cresce comunque grazie ai sogni, tanti, all’impegno, costante, alle difficoltà, numerose, alle cadute, immancabili: circostanze tutte che insegnano come sia importante … “rialzarsi”, sempre.
«Sì: rialzarsi. Cioè, – scrive ancora Luca nella sua Introduzione – ripartire, ricominciare, andare oltre».
«Ognuno – continua Luca – coltiva dentro di sé un’idea, almeno una più luminosa di altre: quella va cercata, amata, seguita, senza lasciarsi bloccare da vincoli esterni o dai propri limiti mentali».
E proprio così, prende corpo ciò che appariva impossibile.
Davvero, la vita realizza i sogni. E può accadere a tutti.
«Questa è la cosa più bella che una persona può fare: pensare e realizzare […] mi piacerebbe – auspica Luca – che chi leggerà questo racconto possa trovare il coraggio di liberarsi da qualsiasi limite, interno o esterno, fino a ritrovare sé stesso, e diventarlo. Ma tutto questo accade se ci si circonda di persone che ci vogliono bene, che ci sopportano e ci supportano: persone che vogliono semplicemente che tu sia davvero quello che sei. Consapevoli che le storie che restano, nascono … piccole».
Il racconto di “Toco”, scrive Germano Bertin nella Prefazione – porta con sé questa potenza evocativa. Il passato si fa presente, permettendo di leggere il filo rosso che ha messo insieme giorni, uno preparato dal precedente, giorni che mostrano come nulla accade per caso.
Anzi, ogni accadimento, anche quello meno atteso o meno gradito, si fa premessa di un inedito che cresce, con tempo, che lascia segni che restano, fino a dare sapore al vivere.
Come tutte le storie che lasciano segno, questo racconto ricorda, a chi osserva con sguardo attento, che tutto si compie piano piano, tutto nasce piccolo e, giorno dopo giorno, sogno dopo sogno, scelta dopo scelta, si fa visibile, pur lasciando dentro un senso di normalità e di autenticità perché ciò che conta, come direbbe il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exùpery, “è invisibile agli occhi”».

