alle soglie di questo eterno
Ciglia bagnate stillano. Stremate, schiudono terre ancora oscure.
Si sente di lontano il crepitio del velo bambino che si spezza, quel velo che, solo, attutisce l’impatto alla realtà adulta.
Frammenti di stelle si scagliano e fanno emergere un fondale pieno, nutrito, ignoto e sempre saputo. Il vento copre gli occhi di fumo. Le ciglia si seccano e più non sanno.
Un viaggio a battiti scoscesi, nel blu. Grida si poggiano, mute. Voce d’acqua, scrive.
Ricordi di rive fatte corpo, raccolte a piccoli sorsi in tempi spensierati e colmi di profumi vibranti, rammendano pienezze che si pensavano eterne.
Tramonti albe corse e rincorse lasciano spazio a risacche da cui cogliere nettare e orizzonte.
Un ricamo amaro, al buio, svela notti di vapore, biancastre.
Emerge la grande notte, quella che sapientemente cerca dimensione e spazi. Quella che chiede tocco e ascolto, vista e tepore. E lo chiede soprattutto a chi non vede, a chi non sente, a chi nemmeno immagina. Chiede significato in ogni battito e senso in ogni bracciata. Chiede ampiezza: arancio.
Il mare, amatissima culla, si concede, ancora e ancora.
Pur nell’ignoto spazio del cielo, nera tela nera notte, si versa in mani capienti e ruvide di sole.
Lo fa in gocce: tra pioggia e lacrime. Velate e dedicate. Fedeli e verticali.
Strizza gli occhi ormai colmi di tenebre, e spande segni d’inchiostro su tela bianca.
La mano si muove ripida ed elegante: scivolano versi che ritraggono orizzonti pianeggianti da assaporare e solcare. Si disegna un sentiero rigoroso.
Sillabe a metrica certa, contengono l’incontenibile desiderio di vita e di profumo.
Portano nel cuore la certezza di aver detto e la speranza che il frutto sia colto.
Affidano l’ignoto al noto, lo affidano al computo preciso e prezioso, a passi antichi, scritti di lontano. Così tutto appare più decifrabile. La paura si svela al coraggio, la gelida angoscia si mostra al tepore nascente. Il bordo a semiluna dondola lieve. Il cielo notturno si inchina alle grandi acque marine.
E una stella timidamente brilla, nella notte ormai calante.
[ da: Prefazione al libro, Elena Licci Tidei ]

