di-segno in segno, grembo di parole mai dette | «… sembra nasca una voragine, primigenia voragine preesistente respiro. Emerge. Squarcia. Assorbe. Stringe lembi per farsi racconto su piano. Un piano d’esistenza che Marta abita e di cui scorge orientamento segreto.
Marta sa. Sa cucire fili e sassi. Sa far sentire il vuoto penna e il piano velo. Sa bagnare di colore il calore riposato sulla porosità dell’esistere. Sa scorgere la sacralità che diventa forma per un tocco rapido e protetto. Tracce che scelgono, se si concede loro di dirigere.
Ci si appoggia. Ci si lascia guidare avvertendo il pungere racconto sottile di pensieri che chiedono uno spazio per vivere, muti a parole. “Un vivere, non un esprimere, il vivere”. Così Marta vive il di-segno.
Un grembo che apre, senza confini.
Spazi e segni dove ci si perderebbe senza il tratteggio che si fa colore, e linea, e macchia, e masso, e segno, e che, muto, grida il suo aggrapparsi al vuoto. A sorpresa, sostiene: bianco, piano, intonso.
Voragine.
Ancora voragine. La terra è punta su carta madre. Costituisce costitutiva.
Madre di sé stessa, generata sottopelle. Spinge a voce muta. E solo lascia, lascia il suo respiro vulcano, per punti, a catena. Dall’acqua distesa a vapore dei primi disegni, in un crescendo intenso si tocca la fermezza della china che più non chiede, ma imprime il teatro di sguardi che Marta nasconde in sé.
Un viaggio, sottopelle, sopra ampie distese inenarrabili».
[ dalla Prefazione al libro, a cura di Elena Licci Tidei ]
Autrice
Marta Celio Nata il 28 ottobre 1976, laureata in filosofia teoretica a Padova (2003) sul concetto di Vita e responsabilità in Hans Joanas ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, La nuvola nel bicchiere, nel 1995, con un premio letterario (Montedit, Milano).
Numerose i riconoscimenti, tra i quali ricordiamo nel 2018 il Primo premio Nazionale di Silloge inedita, la pubblicazione Istanti (Macabor, Cosenza), cui è seguita una stretta e vivace collaborazione con la medesima casa editrice, che la vede oggi, grazie alle varie sezioni dedicate e alle riviste, confrontarsi non solo con la poesia contemporanea (Sud i poeti, Centro Italia i poeti, Poeti insulari e la rivista Il sarto di Ulm), ma anche, grazie alla rivista Il sogno di Orez (Macabor), con il meglio della narrativa contemporanea e classica. Ora cura, insieme a Bonifacio Vincenzi, la collana Nord i poeti, della quale sono usciti già tre numeri sui 20 in programma.
Con la saggistica, affianca l’approfondimento della poesia, con quello del costruttivismo in ambito filosofico ma anche clinico/psicologico. In uscita a breve, infatti, un suo saggio, edito nella collana Noisette Macabor, intitolato Il costruttivismo: uno sguardo-movimento sulle cose.
Questo l’ha spinta a esordire, oltre che con la critica letteraria, con una monografia: L’eterno racconto, La poesia di Alessandro Cabianca, (Macabor, 2021).
Piú recentemente ha esordito anche con la narrativa pubblicando i romanzi Quando il viaggio (Macabor, 2021) e Sul crinale (Macabor, 2022).
Nel 2022 ha pubblicato, con Ethosjob Edizioni, Sistemi viventi. Hans Jonas e il principio responsabilità.