TRAGUARDI RAGGIUNTI? Forme di vulnerabilità socialE in un’area a sviluppo maturo
«…Il Coordinamento del Volontariato della Castellana, promotore della ricerca presentata in questo libro, ringrazia chi ha creduto e ha collaborato al progetto: gli Autori, le Amministrazioni comunali e i loro Servizi Sociali, gli Sponsor istituzionali e privati, i circa cinquanta intervistati che hanno contribuito a focalizzare le varie dimensioni della tematica come rappresentanti di associazioni e realtà vicine ai temi della povertà, e tutti i rappresentanti di istituzioni, enti e aziende.
Abbiamo cercato di capire e rappresentare che cosa produca povertà, perché essa nella stragrande maggioranza dei casi – fatta salva l’inettitudine – non è un destino, ma è la conseguenza di nostre scelte e, quindi, ne siamo tutti proporzionalmente responsabili in relazione ai nostri ruoli, talenti e possibilità.
Abbiamo voluto questa ricerca per dare al mondo delle istituzioni, delle imprese, delle professioni, delle associazioni, e alla classe dirigente della Castellana e non, un quadro realistico dello scenario senza fare gli struzzi e senza edulcorare la realtà, che è sempre fatta di luci e di ombre […].
Crediamo che la società, con la classe politica che la rappresenta e la classe dirigente che la orienta, debba imparare a guardare al medio e lungo termine, non al consenso a breve, perché fuorviante rispetto alle dimensioni e ai tempi di reazione del contesto sociale […].
In pratica: come vogliamo essere nel medio e lungo periodo?
Quale ruolo vogliamo avere nella società che si sta organizzando per il futuro?
[…] La politica del “piccolo è bello” non è più adeguata ai tempi odierni e alla competizione internazionale e interregionale. Posti di lavoro nell’industria manifatturiera sono stati sostituiti da posti nei servizi. Il modello vincente dell’economia locale non può essere il commercio e la distribuzione: settori in generale a basso livello di competenze, bassi salari, alta volatilità dei posti di lavoro.
Il nostro tempo è quello dell’economia della conoscenza. Bisogna favorire integrazioni orizzontali e verticali dando vita a realtà integrate finanziariamente e organizzativamente capaci di competere in un mondo sempre più difficile […]. Non è più il tempo dei campanilismi e della difesa del proprio interesse. È il tempo di un approccio largo intercomunale, perché i problemi sociali si diffondono da area ad area, e di collaborazione pubblico/privato/associazionismo come chiave di soluzione dei problemi […].
Da qui l’invito, a margine del convegno in cui si è dibattuto di tutto questo, a non disperdere un patrimonio di informazioni e idee strategiche, un’occasione di confronto e sinergia pubblico/privato/associazionismo.
È importante costituire dei tavoli di confronto sulle tematiche emerse tra istituzioni pubbliche, associazioni imprenditoriali e di categoria, associazioni di volontariato, parti politiche, finanza locale – Banca delle Terre Venete – in primis. Le parti politiche e le sedi istituzionali più sensibili, le associazioni di categoria, i rappresentanti delle istituzioni e i professionisti devono fare un passo in avanti istituendo questi tavoli nell’interesse a lungo termine della Castellana e loro. Noi associazioni ci saremo, sempre pronte a dare il nostro contributo»
[ cfr. Introduzione al libro, a cura di Giovanni Pavan ]

